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La storia di Mulino Bianco  

Per raccontarvi della sua nascita dobbiamo andare indietro alla fine degli anni ’60 quando l’aria in Barilla è molto tesa. I fratelli Gianni e Pietro sono in disaccordo nella gestione dell’azienda di famiglia. Questa disarmonia culmina con la vendita, nel 1971 all’americana Grace. 

Durante la gestione tra alti e bassi la situazione si complica a causa della guerra del kippur e la conseguente crisi petrolifera che alza i costi del grano, con necessità di calmierare i prezzi dei prodotti finiti come pane e pasta. 

Questo comporto nuove idee poiché la pasta in quel momento non rende come prima, allora nel 1975 nasce il marchio Mulino Bianco.

Il nuovo mercato sono i prodotti da forno. Devono essere economici, certo, per essere alla portata di tutti, ma anche accattivanti, tutto deve essere rassicurante e parlare al cuore. I nomi dei biscotti, la forma e il colore dei sacchetti, il layout del marchio, tutto quello che ancora oggi vediamo inizia esattamente in quell’anno. 

 

Il primo logo Mulino Bianco esce dalle matite di Cesare Trolli su idea di Giò Rossi ed è sostanzialmente quello in uso ancora oggi. È una sorta di racconto “visivo”: le spighe e i fiori richiamano la natura, il mulino simboleggia la tradizione e il marchio sintetizza i due concetti. La costruzione di un vero e proprio sistema di comunicazione rappresentò una sorta di provocazione intellettuale verso i trend di marketing dell’epoca.

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